STAGIÓNI
Dal latino statio-onis =
sosta, fermata. È noto a tutti cosa sono le stagioni, ma forse non tutti sanno
che, in realtà, esistono due tipi di stagioni che hanno punti di riferimento
molto diversi: le stagioni metereologiche e quelle astronomiche. Le prime si
chiamano così perchè seguono, per così dire, l’andamento del tempo, i ritmi
della natura, i fenomeni atmosferici e climatici e vanno di tre mesi in tre
mesi: la primavera che comprende marzo, aprile e maggio, l’estate che comprende
giugno, luglio e agosto, l’autunno che comprende settembre, ottobre e novembre,
l’inverno che comprende dicembre, gennaio
e febbraio. Le seconde hanno come riferimento quattro punti fondamentali
dell’orbita terrestre che sono gli equinozi e i solstizi. Gli equinozi sono
i due istanti dell’anno, in cui il sole, nel suo moto apparente lungo
l’eclittica, incontra l’equatore celeste e cadono il 21 marzo (equinozio di
primavera) e il 23 settembre (equinozio
d’autunno). In questi due giorni la durata del dì è uguale a quella della notte. I solstizi sono
ciascuno dei due momenti in cui il sole raggiunge la massima declinazione
(inclinazione dei raggi solari) e cadono il 21 giugno (solstizio d’estate) e il
22 dicembre (solstizio d’inverno). La durata del dì aumenta dal 22 dicembre e
raggiunge il suo massimo il 21 giugno, poi cala fino al dì più corto che è il
22 dicembre. Ogni stagione astronomica è
compresa tra un equinozio e un solstizio, quindi la primavera va dal 21 marzo
al 21giugno, l’estate dal 21 giugno al
23 settembre, l’autunno dal 23 settembre al 22
dicembre, l’inverno dal 22 dicembre al 21 marzo.
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