VERBA SI NESCIS PERIT COGNIZIO RERUM
(SE NON CONOSCI LE PAROLE TI VIENE A MANCARE ANCHE LA COGNIZIONE DELLA REALTÁ)
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venerdì 1 maggio 2015
babele
BABÈLE È sinonimo di confusione,
disordine. Come mai? La spiegazione si trova nella Bibbia (e l’episodio viene
anche ripreso da Dante nel suo libro ‟De Vulgari Eloquentia”) dove si racconta che tutti i popoli della
terra si accordarono per costruire una torre talmente alta da superare in
altezza lo stesso Dio. Quando i lavori erano già avanzati, Dio fece sentire la
sua collera e la sua potenza, abbattendo la torre e confondendo le lingue di
tutti coloro che avevano preso parte ai lavori in modo che non si potessero più
capire, e da lì Babele è divenuto sinonimo di confusione. Il termine è
babilonese Bāb-ilu = porta di Dio,
attraverso l’ebraico Bābel = Babilonia e il latino Babel-elis.
balena
ballottaggio
bambino
banconota
bandolo della matassa
bar
BAR Chi non è mai andato al
bar a bersi un aperitivo o a consumare un buon caffè ? Che cosa significa bar?
È una voce inglese di derivazione francese barre,
che in origine significava sbarra, divisione (nel senso che separava gli
avventori dal banco di vendita), poi passato a significare il bancone e quindi
il locale stesso.
barbaro
BÁRBARO È
usato oggi nella accezione di incivile, ignorante, dai modi inurbani. La
spiegazione di questi significati viene dalla cattiva opinione che avevano i
romani e soprattutto i greci degli stranieri che venivano considerati
decisamente inferiori e rozzi a tal punto da non saper nemmeno parlare
correttamente la loro lingua. La parola infatti, sia in latino barbarus che in greco βάρβαρoς [bárbaros] ha lo stesso significato, cioè straniero
che parla male, che balbetta la lingua.
barcamenarsi
battesimo
BATTÉSIMO È
un sacramento proprio della chiesa cristiana amministrato per infusione
dell’acqua sul capo con cui si entra a
far parte della cominutà dei
fedeli. La parola
deriva dal greco
βαπτισμός = [baptismόs]
= immersione, abluzione. Cfr. Isidoro: ‟Baptismum Graece, Latine tinctio
interpretatur (Il termine greco battesimo si traduce in latino immersione).
bega
bestemmiare
bibbia
BÍBBIA È
il libro sacro dei cristiani che contiene il Vecchio e il Nuovo Testamento. In
italiano è un sostantivo femminile singolare, ma in realtà la parola è il
neutro plurale del greco βιβλίoν [biblíon]
= libro, per cui Bibbia (βιβλία)
significa libri che sono quelli che compongono appunto il Vecchio e il Nuovo
Testamento.
bilancia
bilanciare
binocolo
venerdì 17 aprile 2015
bisestile
BISESTÍLE Quando febbraio ha 29 giorni si
dice che l’anno è bisestile: perché si usa proprio questo aggettivo? Per
capirlo occorre tornare molto indietro, al tempo di Giulio Cesare (101-44 a.C)
che è vissuto alla fine della repubblica romana. In quel periodo era ancora in
vigore il vecchio calendario del secondo re di Roma, Numa Pompilio, ma poiché
era molto approssimativo, il tempo reale non corrispondeva più a quello
astronomico, quindi Giulio Cesare decise di riformarlo (46 a. C.). Innanzi
tutto l’anno fu portato
a 365 giorni che corrispondono al periodo di tempo che la terra impiega per
compiere un’orbita intorno al sole. Il giorno, allora come oggi, era
considerato per convenzione di 24 ore esatte, ma in realtà la sua durata varia
durante il corso dell’anno, per cui si ha un disavanzo che ogni quattro anni
forma un giorno in più che va aggiunto al calendario.
Cesare lo aggiunse al sesto
giorno prima delle calende di marzo (1° marzo) che quindi diventò due volte
sesto, in latino dies bis sextus
(ante calendas martias) da cui appunto bisestile. Papa Gregorio Magno nel 1582
riformò di nuovo il calendario e spostò il giorno bisestile dal sesto giorno
prima delle calende di marzo al giorno successivo al 28 febbraio che così
diventò di 29
giorni.
bisonte
bizzo
BÍZZO È
detto così chi frequenta assiduamente la chiesa. Perché? Deriva da bizo[co] termine risalente al III - IV
secolo che indicava gli appartenenti al 3° ordine francescano, dal latino medioevale
bizochus forse da riconnettere al
greco βυθός [bitόs] = pezzo di
stoffa, con chiara allusione alla spartanità del vestire.
boccone
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