VERBA SI NESCIS PERIT COGNIZIO RERUM
(SE NON CONOSCI LE PAROLE TI VIENE A MANCARE ANCHE LA COGNIZIONE DELLA REALTÁ)
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sabato 2 maggio 2015

ab ovo

    

   AB OVO   dall’uovo, è ripresa dal mondo della gallina che depone  l’uovo  da  cui  prende vita  un  nuovo  pulcino, perciò, per estensione di significato,  ha acquisito l’accezione di fin dalla nascita, fin dalle origini. Con significati simili esistono le espressioni ab aeterno e  ab initio.


absit iniuria verbis


ÁBSIT INIÚRIA VÈRBIS  Alla lettera significa stia lontano l’ingiuria dalle parole, intendendo dire che nel parlare non si ha nessuna intenzione di essere ingiuriosi.


adamo ed eva


ADÁMO ed ÈVA  I cristiani sono consapevoli che Adamo ed Eva sono i nostri progenitori. Adamo deriva attraverso il latino Adam o Adamus dall’ebraico Adám da ricondurre ad adamàh = terra. Nella Bibbia si legge infatti: E Dio plasmo l’uomo (adàm) (con) polvere  (presa) dal suolo (adamàh) e soffiò nelle sue narici l’alito della vita, e l’uomo divenne anima vivente”. Il verbo più vicino ad Adám è damáh che significa essere simile per cui Adamo può essere interpretato anche come essere simile a Dio. Eva è il nome della prima donna citata nella Bibbia. Nonostante  tutti  gli  studi, il significato  esatto  della  parola resta incerto. Probabilmente è da riconnettere all’arabo hayya = serpente, secondo il noto racconto dell’Antico Testamento, oppure al verbo arabo hayah = vivere, per cui il nome viene interpretato come vivente o più precisamente madre dei viventi con evidente connessione al verbo greco ζáω [záo] = vivere.


ad hoc


AD HOC  Locuzione  avverbiale  usata  per  a  ciò, a proposito.


ad hominem


AD HÒMINEM  Direttamente, personalmente. Composto da ad = verso, contro e hominen accusativo di homo = uomo. È una strategia della retorica che consiste nello screditare un’affermazione o un’argomentazione attaccando la persona che la sostiene.


ad interim


AD ÍNTERIM Si dice di chi temporaneamente ricopre una carica che rimane vacante fino all’elezione del successore. La traduzione infatti è finchè, fino a che.


a divinis


A DIVÍNIS   Nella locuzione sospensione a divinis”, cioè la sospensione dall’ufficio sacerdotale applicata ad un religioso per colpa molto grave.


ad libitum


AD LÍBITUM  A piacere. Per esempio nei componimenti musicali è la possibilità di accelerare o diminuire il ritmo.


ad maiora


AD MAIÒRA  È una formula di augurio con cui si incita una persona a raggiungere mete sempre più alte. La traduzione letterale è verso cose più grandi.


ad personam


AD PERSÒNAM  Durante i governi Berlusconi si è spesso sentito parlare di leggi ad personam. Che sono? La locuzione è formata dalle parole latine ad = verso e personam = persona, quindi sono le leggi fatte appositamente per una persona, o contro di lei, o a suo favore. L’inventore di questo espediente legale fu Marco Tullio Cicerone (106-43 a. C.) che, con una legge apposita, fece condannare Catilina (109-62 a.C.) senza la provocatio ad populum, cioè senza il giudizio del popolo come era consuetudine nel diritto romano. Catilina era un nobile romano che, probabilmente con l’appoggio segreto di Cesare e  di Crasso,  ordì  una    congiura   contro  la   Repubblica Romana, ma fu scoperto da Cicerone, console nel 64 a. C. che lo attaccò violentemente in Senato pronunciando contro di lui le famose quattro invettive (Catilinarie). Catilina comunque non subì la pena perché fuggì da Roma e morì nel 62 a. C. nella battaglia di Pistoia.


adulare


ADULÁRE  Significa lusingare con lodi eccessive, ma non è questa l’accezione primaria. Deriva infatti dal latino dotto adulāre = blandire, detto del cane che fa le feste al padrone dimenando la coda e poi, per estensione, passato al significato attuale. Cfr. Aulo Gellio: Leo caudam more atque ritu adulantium canum clementer et blande movet, hominisque corpori se adiungit” (Il leone agita la coda in modo dolce e blando secondo la consuetudine e l’abitudine dei cani che fanno le feste quando si avvicinano al corpo di un uomo).


afasia


AFASÍA    Impedisce  di ricordare i segni della parola. Si tratta di una voce dotta dal greco φασα [afasía] = mancanza di parola, da α [a privativa] = non e φατóς [fatós] = dicibile, da φημ [femí] = dire. È un disturbo assai grave perché limita molto la parola.


affabile


AFFÁBILE  Si dice di persona gentile, dai modi cordiali. Perché? Perché deriva dal latino dotto affabilis dal verbo fāri = parlare, attraverso affāri = parlare a qualcuno, quindi persona disposta ad ascoltarci e con cui si può discorrere senza problemi.


affezione


AFFEZIÓNE  Di animali che vivono in casa con noi e di cui ci occupiamo con premura, come cani e gatti, si dice che sono animali da affezione. Come mai? Perché la parola deriva dal latino affectio = affetto, dal verbo afficĕre = modificare, mettere  in relazione, sono quindi animali con i quali ci relazioniamo e per i quali proviamo affetto.


agenda


AGÈNDA  Si usa in continuazione per ricordarci gli appuntamenti o le cose importanti in scadenza. Perché ha questo nome? Perché è la traduzione del verbo latino agenda, gerundio neutro plurale del verbo agĕre = fare che significa le cose da proporre, le cose da fare.  


aggregare


AGGREGÁRE  Unire, associare. Si tratta di una voce dotta che deriva dal latino aggregāre da grex-grecis = gregge. Il significato è spiegato da Festo: Adregare est ad gregem ducere” cioè aggregare significa condurre al gregge, quindi mettere insieme.  


agiografia


AGIOGRAFÍA  Da non confondere con la geografia, è la narrazione della vita dei Santi. Deriva da agiografo = scrittore della vita dei Santi, dal greco γιóγραφoς [agiógrafos] composto da γιoς [ágios] = santo e γρφειν [gráfein] = scrivere.


agorafobia


AGORAFOBÍA  È la paura degli spazi aperti. La parola trova la sua spiegazione nelle voci greche da cui deriva γoρ [agorá] = piazza e φόβoς [fóbos] = paura.  


agreste


AGRÈSTE    Significa selvatico, incolto, spontaneo. Deriva dalla voce dotta latina agrestis = relativo al campo, da ager-agri = campo. Cfr. Isidoro Omne enim, quod ferum est et nmite, abusive agreste vocamus”. (Tutto ciò infatti, che è selvaggio e aspro, impropriamente lo chiamiamo agreste).


aguzzino


AGUZZÍNO  Ha varie accezioni come sbirro, carceriere, vessatore, torturatore. È un termine giunto in italiano dallo spagnolo antico alguazil - alguacil - aguazil = sorvegliante, ma di origine araba al wazīr = luogotenente, visir, dalla radice w-z-r = sopportare un peso, una responsabilità.